|
Martedì 22 Dicembre 2009 00:00 |
|
7 Febbraio 2010
V Domenica del Tempo Ordinario
Giornata per la Vita
|
|
Dal Vangelo di Luca (5,1-11)
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
|
|
Seguire Cristo lasciando tutto non è solo affare di preti, frati e suore. Ogni cristiano con il battesimo è chiamato a mettere Cristo al primo posto nella sua vita; e questo non è un dovere moralistico ma un’esigenza d’amore. Quando uno scopre il fascino di Cristo si accorge che tutto il resto è secondario. La prima preoccupazione di chi mette Gesù prima di tutto è di piacere a Cristo. In occasione della giornata mondiale per la vita festeggeremo tutti i bambini battezzati nell’ultimo anno. Vogliamo così rimarcare come accogliere la vita nascente e custodire, rispettare e servire la vita umana fino al suo naturale compimento terreno è un modo essenziale per piacere a Cristo. Cristo abomina l’aborto e l’eutanasia e ci chiede di rimediare ad essi donando la nostra vita nell’amare il nostro prossimo come noi stessi. Uno non può condividere queste pratiche contrarie alla dignità degli uomini e nello stesso tempo affermare di amare Cristo. Sarebbe come dichiarare che la gente che ha crocifisso Gesù in realtà in quel momento, mentre lo torturava e lo uccideva, lo stava amando. Tutti percepiamo la menzogna e la mistificazione contenuta in una simile affermazione! Cristo vuole che tutti abbiano la vita e che l’abbiamo in abbondanza, lo ha detto lui stesso. Lasciare tutto per seguire Cristo significa oggi ripudiare anche come giudizio queste pratiche disumane, contrarie alla giustizia e al bene, e abbracciare totalmente la causa della vita che è Cristo.
Don Emanuele
|
|